L'intento di questa pagina è quello di spiegare a chi legge che la Parola di Dio fa quello che dice. Nei giornali di qualsiasi
tipo si ricerca la notizia sensazionale chespesso purtroppo è legata ad un' evento calamitoso. Difficile sentire parlare
o vedere persone che hanno ricevuto guarigioni o che hanno visto la propria
vita cambiare semplicemente per il fatto che hanno creduto o chiesto aiuto a
Dio!!! No questo non piace non fa audience. Ma Gloria a Dio!!!! Che possiamo
gridare uno dei versetti di guarigione che appartiene a tutti icristiani Isaia 53 :5"per le Sue piaghe
noi siamo stati guariti". Stiamo parlando delle piaghe di Cristo Gesù che
ha pagato un prezzo altissimo sulla croce per tutta l'umanità. La Parola di Dio dice anche che in Dio non vi è preferenza. E’
molto bello sapere questo. Per Dio guarire un tumore o un raffreddore è la
stessa cosa. Le persone che hanno deciso di rendere pubblica la propria
testimonianza vogliono semplicemente aiutare chi, in questo momento, ha un
problema e non sa come risolverlo mentre loro hanno trovato in Cristo Gesù la
risposta. Tengo a precisare che questa pagina non è la pagina di un
"guaritore". Non è la pagina di persone che hanno dovuto compiere
viaggi chissà dove, interpellare individui o entità con fluidi o chissà quali altre
cose....... sono persone che hanno semplicemente applicato quello che ci spetta
di diritto: ci è stata donata 2000 anni fa la guarigione della Croce e del
Sangue di Gesù Cristo
I
nostri incontri di preghiera si tengono tutti i venerdì
sera alle ore 21.00
a
Bologna in Via dell'Idraulico 13 praise & worship
Alla
Chiesa Gesù Fonte Di acqua Viva si arriva
così:
In auto
dalla tangenziale: uscita numero 10 (Direzione Milano), entrare
nel centro industriale Roveri è alla sinistra
dall'uscita della tangenziale,immettersi
nella rotonda 2 uscita a sinistra procedere
diritto fino ad incrociare una rotonda 2a
uscita sinistra (cioè dritto) avanti fino
ad incrociare un'altra rotonda sempre
2a uscita a sinistra, avanti fino ad incrociare
ennesima rotonda con scultura dei mestieri,
1 uscita dx avanti fino ad incrociare rotonda,
1 uscita destra proseguire sulla strada
2a Via a Destra Benvenuti !!!! Siete in
Via DellIdraulico proseguire fino al n°
13 che è il penultimo capannone sulla destra,
il posto dispone di abbandante parcheggio.
Blessings in the name of Jesus-
All'età di quattro anni e mezzo a mia figlia fu
diagnosticato un medulloblastoma al cervelletto, è notoriamente tra i tumori
più maligni dell'encefalo e spesso metastasizza.
La bimba fu sottoposta a neurochirurgia,radiodetapia e
chemioterapia. La sopravvivenza attuamente non è molto alta, si riesce a curare
solo il 60% dei pazienti a prezzo di gravi effetti collaterali permanenti
dovuti alle cure molto aggressive.
Per Francesca che oggi è una ragazza di quasi sedici
anniè stata una vittoria, e i meriti sono di Gesù
che ha manifestato il suo amore e la sua potenza.
M.B.
All'età di 14 anni
ho iniziato a fumare spinelli, poi ho fatto uso di droghe pesanti e
superalcolici in modo regolare. Pensavo fosse una vita di libertà fino a quando
mi sono resa conto che non potevo più farne a meno.
Ho provato a cambiare
cercando nell'occulto e nella new age, ma andavo sempre più a fondo. Avevo
ormai 26 anni e un'amica mi ha parlato di Gesù che è vivo e fa miracoli. Allora
ho accettato di andare ad un incontro di preghiera e lì ho ricevuto pace e
liberazione da ogni dipendenza.
Non ho più avuto bisogno di droghe nè di
alcolici; finalmente per la prima volta stavo veramente bene. Ormai sono
passati sei anni, sono felice, mi sono sposata e continuo a crescere con Gesù
che è il mio aiuto ogni giorno!
Mi
chiamo Vanes L.
sono di Bologna, ho dato la vita al Signore a Maggio o Giugno 2005 non ricordo
esattamente.
Più
o meno 7 anni fa mi sono lesionato parzialmente il legamento crociato anteriore
del ginocchio destro giocando a basket: atterrando dopo un salto, ho fatto una
torsione quasi completa del ginocchio.
Non
è possibile operare una lesione parziale di detto legamento, in quanto o si
ricostruisce integralmente, oppure l'uomo non è grado di simulare l'esatta
elasticità della porzione naturale rimasta.
Mi
faceva male, ero costretto a giocare a basket con una ginocchiera con stecche
d'acciao esterne, con snodo meccanico (DonJoy playmaker, per quanti volessero
anche solo per curiosità andarlaa
vedere in una sanitaria), insomma una specie di robocop; ero abbonato ad
antinfiammatori, ghiaccio e dolore.
"Finalmente"
nell'inverno 2003 ha ceduto l'ultima porzione del legamento, finalmente perchè
cio' rendeva possibile la ricostruzione chirurgica, non per altro visto che
l'instabilità assoluta del ginocchio non solo mi impediva di giocare anche con
la ginocchiera, ma era tutta un'infiammazione con dolore annesso.
A
maggio 2004 mi operavo, facevo la riabilitazione, ma il ginocchio rimaneva
dolente: faceva male alla pressione sul lato interno, a piegarsi (di fatto non
mi era possibile piegarmi sulle ginocchia, nemmeno accennare il movimento).
Non
era possibile nemmeno un potenziamento muscolare in palestra, non sollevavo nè
per dolore, nè per forza nemmeno 5kg alla panca (prima dell'intervento seppur
con la ginocchiera ne sollevavo 45).Responso
medico: il ginocchio era messo male, è recuperato all'85%.
Ricominciavo
a giocare, totalmente menomato, a basket si difenderebbe a gambe piagate,
con
dolore, un ginocchio totalmente incapace di piegarsi e persino di spingere.
Il
7 Ottobre 2005 andavo a Roma ad ascoltare Benny Hinn, che dopo la lode
proclamava guarigione nel palazzo dello sport nel nome potente di Cristo Gesù,
in quel momento ho
sentito
come una scossa elettrica che mi ha piegato lievemente le ginocchia...
Ed
il Signore mi ha guarito.
Immediatamente
non me ne sono nemmeno reso conto, ma poi toccandomi l'interno non mi faceva
male...
Non
dimenticherò mai la faccia della mia ragazza quando mi è venuta a prendere in
macchina: l'aspettavo piegato sulle ginocchia, per poi saltare...; la sera
stessa provavo la bellissima emozione di correre carponi con la mia nipotina di
10 mesi.
Tutt'ora
gioco, da allora senza ginocchiera.
Grazie
Signore Gesù.
Mi
chiamo Fulvia e ho 44 anni.
Dal
92 combattevo senza successo, contro una malattia chiamata mieloma multiplo.
A
nulla era servito un’autotrapianto di midollo osseo con utilizzo di cellule
staminali.
Per
13 anni ho vissuto perennemente arrabbiata con il mondo intero per una malattia
che mi ha costretto a cure invasive e devastanti quali radioterapia,
chemioterapia ecc. Mi sono ritrovata in menopausa, a causa delle terapie, e
avevo solo trentanni. Vedevo sfumare per sempre il mio desiderio di avere una
famiglia e dei figli. Ho sfogato nel lavoro tutta la mia rabbia e la mia
frustrazione, creando intorno a me un muro impenetrabile.
Ad
aprile del 2005 mi è stato consigliato un nuovo ciclo di chemioterapia
perché la malattia non si riusciva ad arrestare. Ero sconvolta perché non
riuscivo più a capire cosa era meglio per me e, nel dubbio, ho rifiutato la
terapia.
Poi
finalmente ho incontrato Gesù, grazie a mia sorella minore che da tempo non mi
parlava d’altro.
Verso
la fine di luglio 2005, dopo una PET di controllo, venivo informata che i
valori della malattia erano scesi, per i medici in maniera inspiegabile, ad un
livello non patologico. A distanza di un anno dalla mia conversione, una nuova
PET ha rilevato che non esistono più tracce della malattia.
Grazie
a Gesù sono rinata a nuova vita, ha riportato l’amore e la gioia nel mio cuore,
mi ha insegnato ad amare me stessa e il prossimo. In tutti questi anni ho
sempre pensato che avessi dedicato gli anni migliori della mia vita ad una
malattia. Gesù mi ha fatto capire che gli anni migliori sono quelli che sto
vivendo adesso.
Ora
so che con Gesù al mio fianco non devo temere nulla.
Grazie
Gesù.
Questo
filmato ci mostra la rottura della relazione tra un
padre e sua figlia. E ci mostra come Dio, nostro
Padre, riesce a ristabilire i rapporti che si sono deteriorati
con il Suo amore
Sono convertita da circa
14 anni e in questo tempo Gesù ha radicalmente trasformato la mia vita. Se
dovessi elencare tutte le benedizioni che ho ricevuto dal Signore, inizierei da
un miracolo che ho ricevuto all'inizio della mia conversione che mi ha fatto
capire che Gesù esiste davvero.
I miei genitori sono
divorziati, separati da quando avevo 4 anni; io sono cresciuta odiando mio
padre. Questo odio ha impregnato tutta la mia infanzia e la mia adolescenza spingendomi
a rifiutare qualsiasi forma di autorità, soprattutto la sua. Ero ribelle, non
lo reputavo in grado di darmi consigli, né di insegnarmi ciò che era giusto o
sbagliato perché lui per primo aveva fallito.
Ricordo un episodio
particolarmente spiacevole successo dopo una lite furibonda: avevo 4 anni,
stavo inseguendo mio padre che usciva dalla stanza chiudendo violentemente la
porta, per l'urto essa uscì dai cardini e mi cadde addosso. lo non capii, non
mi resi conto che quello che era successo non era colpa mia, ricordo solo che
provai una pesante sensazione di solitudine, non mi sentii amata e mi chiesi Che cosa ho fatto..?
Un'altra volta fui
svegliata nella notte dalle liti dei miei genitori; in seguito ai miei richiami
mia madre entrò in camera mia, si inginocchiò accanto al mio letto per
consolarmi e la stessa cosa fece anche mio padre. Contrariata lei lo cacciò via
con rabbia e con dolore gridandogli Non toccarla!!
Anche questo mi ferì in
modo profondo. Non è vero che i bambini piccoli non capiscono nulla di ciò che
succede intorno a loro, non è vero che con Il tempo tutto si risolve e le
ferite guariscono; i bambini sono sensibili, delicati e immagazzinano dolori,
dispiaceri, traumi. Per quanto mi riguarda, questi ricordi e le liti fra i miei
genitori hanno condizionato tutta la mia adolescenza, sono cresciuta non
considerando importanti valori come il matrimonio, la famiglia, ero fiera della
mia ribellione fino all'incontro con Gesù.
Fui invitata
ad un incontro di preghiera e uscì una parola di conoscenza relativa ad una
persona che stavaguarendo dal sentimento di odio nei confronti del padre.
Non capii subito che si trattava di me, anche perché in quel preciso momento
stavo benissimo, sperimentavo una pace meravigliosa, ero serena. Toccandomi il viso, però, sentii che era bagnato.
Ciò che mi stupì fu che
le lacrime scendevano da sole, non sentivo nessun nodo alla gola, non percepivo
pensieri tanto dolorosi da provocare il pianto.
Era la prima volta che
piangevo senza rendermene conto (e non mi è più capitato).
Mi girai
verso un'amica che vedendomi in quello stato cercò di consolarmi. ma non avevo
bisogno di conforto perché il Signore si stava prendendo cura di me.
Al termine della serata
uscii profondamente trasformata: non
odiavo più mio padre.
I miei sentimenti nei suoi riguardi erano completamente e
improvvisamente cambiati e quei due ricordi, che fino ad allora mi avevano
provocato una grande sofferenza, avevano perso la loro efficacia negativa.
Sono infinitamente grata
al Signore per avermi riconciliata con la mia famiglia e per avermi permesso di
crescere nell'amore.
Gloria a Gesù.
E. G. di 5 mesi:
Nel ventre della madre
guarisce
da una " grave malattia provocata
da un virus"
Nel mese di aprile 2005 mi accorsi di essere incinta
per la terza volta e,avendo già due maschi, subito pensai alla desiderata
eventualità che fosse una femmina. Alla prima ecografia, fatta al terzo mese,
tutto risultò regolare, ma alla seconda ecografia, effettuata i! 30 agosto al
quinto mese, la
ginecologa, dopo averci dato fa bella no"tizia ..:ne ero in attesa di una bambina, disse anche che purtroppo il
feto presentava grossi problemi. La diagnosi fu lapidaria e senza appelli: Idrotorace,
Imponente ascite fetale, non sono riconoscibili le strutture degli organi
addominali: Si invia al policlinico per esame di secondo livello.
Fummo
poi informati dalla dottoressa che un feto in quelle condizioni sarebbe
arrivato a termine molto difficilmente e, se anche fosse avvenuto,
difficilmente sarebbe sopravvissuto. L'esame di secondo livello effettuato al
Policlinico di Modena il 2 settembre 2005
confermò la diagnosi precedente con "aggiunta di -un
discreto versamento pericardio e modica ipertrofia pericardica
Mio marito ed io fummo avvertiti che, per legge,
avremmo potuto praticare l'interruzione terapeutica della gravidanza, ma senza
esitare ci opponemmo a quella che poteva sembrare una soluzione: mettemmo tutto
nelle mani del Signore Gesù,
fiduciosi che in qualche
modo Lui si sarebbe preso cura di noi e della nostra bambina. A questo punto il dottore ci consigliò ulteriori esami
(del sangue e l'amniocentesi) per individuare, se possibile, la causa di tutto.
Dagli esami risultò che durante la gravidanza avevo
contratto il PARVOVIRUS
(o quinta malattia) che porta
alterazioni più gravi quanto prima viene contratto e una percentuale di
nati-mortività dal 3 al 90% dei casi se contratto entro la 20° settimana.
La mia vita consisteva ormai in esami ripetuti che
confermavano sempre più la prima diagnosi: si era aggiunta la conoscenza del
nome del virus che aveva causato un tale disastro e il fatto che la bambina
soffriva di una forte anemia perché il midollo non lavorava più o quasi. A
seguito di questo quadro clinico il medico ci disse che si sarebbe potuta fare
una " FUNICOLOCENTESI"(attraverso il cordone ombelicale del feto viene
prelevato del sangue per verificare l'anemia e fare trasfusioni di sangue alla
bimba per curarla)"
Questo
tentativo di cura si sarebbe dovuto effettuare in un centro specializzato a
Milano: il ginecologo stesso ci avrebbe preso un appuntamento. Storditi da
diagnosi e prognosi, io e mio marito fin dall'inizio affidammo la nostra
bambina a Dio attraverso preghiere e suppliche così che Lui intervenisse per
guarirla.
Chiedemmo
sostegno a tutti i credenti e soprattutto ai fratelli della nostra comunità di
preghiera e siamo grati per l'aiuto sincero che ci venne dato giorno per
giorno: in particolare dai nostri genitori che fanno il nostro stesso cammino
di fede.
Il 27 settembre
ricevemmo una telefonata dal reparto di ecografia in cui ci veniva comunicato
che il dottore ci voleva parlare;andammo all'appuntamento pensando al ricovero
a Milano invece ci venne letto l'esito dell'ultima ecografia mandata a Milano
-con una velocità di picco sulla cerebrale media di 30 ( quindi buona) probabilmente l’infezione del parvovirus fetale
si sta risolvendo e il midollo riprende a funzionare.
La mano
del Signore aveva iniziato la Sua opera e già se ne vedevano gli effetti!
In
un'ulteriore ecografia l'entità dell'ascite appariva ridotta rispetto alle
valutazioni precedenti pertanto si desumeva che l'infezione del parvovirus
fetale era in via di guarigione con ripresa dell'attività midollare.
Il 4 ottobre,
all'ecografia successiva, l'accentuato versamento ascitico precedentemente
segnalato risultava non più evidenziabile. Il dottore fece presente che, se
avesse fatto una ecografia solo in quel momento, nessuno si sarebbe accorto
della malattia della bimba perché ora era tutto a posto.
Alleluia,
Gesù è vivo e opera oggi come un tempo. Grazie Gesù!
A
dicembre, al momento della nascita, il neonatologo, che era in sala parto per
Erika (questo è il nome della nostra terzogenita), la visitò accuratamente e ci
comunicò che la bimba era sana e stava bene.
Noi
ringraziamo con tutto il cuore il Signore Gesù per quello che ha fatto per noi:
ci ha aiutato ad affrontare una prova assai difficile e ci ha sostenuto per
tutto il tempo anche attraverso le preghiere di tanti fratelli che ci sono
stati vicino. Dio vi benedica e grazie!
Elisa
e Luigi
Parere di un
medico credente riguardo questo caso
Come medico mi ha colpito il fatto che, a distanza di
un mese dal consiglio di interruzione terapeutica, il quadro ecografico fosse
tornato normale.
30 agosto 2005: idrotorace, Imponente ascite fetale, non sono
riconoscibili le strutture degli organi addominali tanta acqua
nella pancia che non si riconoscono gli organi troppo compressi.
2 settembre 2005:viene proposta la possibilità
di un'interruzione terapeutica di gravidanza.
4 ottobre 2005:l'ascite non c'è più.. L'accentuato
versamento ascetico precedentemente segnalato risulta non più evidenziabile.
Certamente questi
esami fanno riflettere anche i medici che si dichiarano non credenti.
SONO GUARITO ALL’ISTANTE DA UNA BORSITE AL
GINOCCHIO
Da almeno
5 anni soffrivo al ginocchio destro a causa del menisco che si era degenerato e
liquefatto. Si era formata una protuberanza esterna laterale, che aumentava
sempre più, fino a raggiungere la dimensione di un noce.
L’ho
fatta veder al mio medico curante nell’ottobre 2006, che mi ha inviato da un
ortopedico, il quale mi ha fatto un “ago aspirato” e una risonanza magnetica,
che evidenziava una cisti mucotica con borsite
prerotulea e mi ha detto che dovevo essere operato, se volevo toglierla.
Sono
stato visitato anche da un secondo ortopedico, specialista in medicina
sportiva, il 24/04/07 che ha confermato la prima diagnosi e mi ha messo in
lista per essere operato nel settembre/ottobre 2007.
Ricordo che
gli ho chiesto se era possibile guarire con dei trattamenti o con dei
medicinali ed egli mi ha risposto che non era assolutamente possibile, perché
la cisti non avrebbe potuto essere riassorbita, né rientrare.
Dopo 4
giorni, il 28/04/07, ho partecipato alla riunione di preghiera tenutasi
nell’aula magna dell’Istituto Barozzi di Modena condotta dal Dott. Maloney, il
quale durante la preghiera di guarigione, ha proclamato la guarigione ad un
ginocchio destro, oltre ad altre guarigioni.
Io ho
pensato che potesse essere il mio e, istintivamente ho messo la mano sulla
cisti e, con grande sorpresa, ho sentito che era più piccola di prima.
Ho
sollevato il calzone per farla controllare anche a mia moglie e anche lei ha
constatato che stava diminuendo a vista d’occhio.
Siccome
in sala erano presenti due medici, mi sono fatto controllare anche da loro e
hanno visto la cisti che diminuiva fino a sparire completamente, lasciando la
pelle vuota.
Subito
ho fatto la testimonianza, per dare Gloria a Dio.
Dopo
alcuni giorni, l’8/05/07, mi sono fatto controllare anche dal secondo
ortopedico che mi aveva prenotato per l’intervento, il quale è rimasto confuso
e non ha potuto fare altro che cancellare il mio nome dalla lista degli
operanti.
Il mio
medico curante, che mi aveva visto prima della guarigione, quando ha
controllato il ginocchio guarito è rimasto impressionato ed ha confermato che
siè trattato di una guarigione
tecnicamente inspiegabile.
A
conferma dispongo di n. 4 referti di medici specialisti, il tutto a lode e gloria
dell’unico Dio, il Signore Gesù.
G.B.
UN NODULO MI E’
SPARITO DOPO UNA
PREGHIERA E COME
MEDICO MI SONO
CHIESTA DOVE FOSSE FINITO.
Mi chiamo Mirella, sono medico di professione, ho conosciuto
il Signore nel marzo 2003. Prima di convertirmi vivevo in una famiglia
cristiana ma non praticante, molto aperta,che mi ha sempre facilitato: si
parlava di Dio e- di Gesù in modo sereno, non coercitivo,né bigotto, però, a
causa di problemi e drammi che ho dovuto affrontare nel corso della mia vita,
mi ero costruita una corazza difensiva, per proteggermi dal rischio di essere ferita.
Ho sempre dimostrato un carattere estroverso, con gli amici e al lavoro,consapevole
del fatto che i miei pazienti avevano bisogno di aiuto, mentre in campo sentimentale
ero decisamente più chiusa e prudente.
Mi è capitato di fare scelte sbagliate, in particolare un
divorzio che mi ha segnato molto. Consapevole del mio disagio, una sorella
iniziò ad invitarmi ad una riunione di preghiera,ma io, un po' a causa di
alcuni impegni, un po' perché sapevo che sarebbe crollata la diga delle mie
difese, continuavo a temporeggiare, finché, dopo tante insistenze, una domenica
decisi di partecipare.
AI termine dell'incontro, chiesi al pastore di pregare per
me e, mentre lo faceva, mi riferì informazioni sulla mia vita che non poteva
sapere, quindi pensai che lo avesse informato la mia amica: essendo molto
rigida e razionale non ero disposta ad accettare altra spiegazione.
A casa, però, riflettendo, mi resi conto che non poteva
essere così e che effettivamente nessuno gli aveva detto nulla; a questo punto
ero notevolmente
disorientata e confusa, e, pur tentando di resistere, fui
costretta a capitolare davanti ai risultati di quella preghiera:
1. piansi per due giorni (unica tregua le ore di lavoro, ma
una volta tornata a casa ricominciavo )
2. fui liberata completamente da un forte astio che provavo
da tempo nei confronti degli uomini (a causa del mio divorzio e delle
esperienze negative vissute in passato).
Iniziai a sperimentare pace e libertà nella mia vita, mentre
sparivano progressivamente quegli atteggiamenti sospettosi che erano il risultato delle
mie ferite e delle sofferenze.
Il 29 aprile 2003 accettai di dare la mia vita a Gesù.
Proprio in quell'occasione, durante la preghiera, avvertii
un calore fortissimo in tutto il corpo ed ebbi l'impressione che una mano mi
toccasse la schiena, dove avevo un nodulo difibrosità
(deposito di calcio) conseguente ad un incidente stradale subito a 14 anni. Questo
nodulo mi aveva sempre fatto male e da quella preghiera scomparve. Iniziai a chiedermi,
come medico, che fine avesse fatto una formazione calcarea che non poteva sciogliersi...Ma non fu l'unico miracolo compiuto da Gesù nella mia vita:
il 14 novembre 2004 stavo lavorando in giardino, c'era una finestra di metallo
aperta e, girandomi di scatto, colpii violentemente lo spigolo con l'occhio
sinistro. La situazione, decisamente preoccupante,si rivelò aggravata dal fatto
che l'altro occhio, quello destro, era già compromesso da tempo a causa del
distacco della retina, ed aveva conservato solo 3 decimi, quindi in quel momento
rischiavo di perdere l'unico occhio "buono".
Tastando con la mano la zona colpita la sentii vuota:
l'occhio era sprofondato nell'orbita. Il viso era gonfio. Dalla ferita il
sangue sgorgava come da un rubinetto. Come se non bastasse, un chiodo mi aveva
provocato un taglio sulla fronte. Immediatamente, nell'orto, iniziai a gridare
ad alta voce al Signore, urlavo che per le sue piaghe io ero stata guarita, che
il mio occhio sarebbe tornato perfettamente normale e iniziai a pregare .
AI pronto soccorso mi diedero 12 punti (non pochi in un solo
occhio) che tolsero dopo 8 giorni. I dottori, meravigliati, mi dissero che
avevo una carne che guariva benissimo. Risposi che era il mio medico a guarire
benissimo, non la mia carne. Nel corso dei miei studi e della mia esperienza
professionale, avevo imparato che ci sono varie categorie di malattie: quelle
guaribili, quelle inguaribili e quelle croniche; ora so che Dio guarisce ogni
malattia e posso comunicare ai miei pazienti questa speranza. Mi capita spesso
durante le visite in ambulatorio, di parlare del Signore con i miei pazienti e
alcuni, in queste occasioni, danno la vita al Signore. AI momento di pagarmi chiedo
solo metà parcella e quando essi, stupiti, mi chiedono il motivo dello sconto rispondo
che da loro ricevo il pagamento per la mia consulenza, mentre la mezz'ora dedicata
a Gesù me la paga Lui.
Tempo fa, pregando con un fratello su una persona constatai
che era guarita ad una spalla e, in qualità di medico, rendermi conto di avere
aiutato una persona senza medicine è stato sorprendente: un vero successo!!!
Ogni mattina chiedo al Signore che mi usi come vuole Lui e
sempre di più.
Infine, chiedo a Gesù che benedica ogni vostro respiro, ogni
battito del vostro cuore e ogni vostra cellula.
GLORIA AL SIGNORE. ALLELUIA!!!!
Mirella
GUARITA
DALL'INSONNIA CON LA LETTURA DEL SALMO 4
Mi chiamo Paola cinque anni fa
contrassi una bruttaforma di influenza
(australiana) che mi provocò febbre altissima quasi a 41 resistente ad ogni
antipiretico. Dopo tre giorni di malattia iniziai ad accusare strani sintomi:
disturbi fortissimi alle gambe, senso di irrequietezza che mi 'induceva a
muovermi in continuazione, incapacità di stare ferma,insonnia.
Il corpo sembrava puntellato da spilli,
non riuscivo a sedermi perché sentivo dolore alle terminazioni nervose e nel
giro di una settimana divenneimpossibile per me anche solo portarmi le posate
alla bocca per mangiare. I miei genitori, d'accordo con il mio medico curante, decisero
di ricoverarmi. Mi fu diagnosticata una forma di meningismo: non una vera e
propria meningite, ma un'infiammazione alle meningi leggermente più lieve che provoca
appunto sintomi di irrequietezza e soprattutto insonnia. Mi somministrarono dosielevatissime di farmaci induttori al sonno,
tanto che non riuscivo più ad alzarmi dal letto e a sollevarmi autonomamente;
dovevo essere sorretta da due infermieri perché rischiavo di cadere a terra
anche a causa della debilitazione provocata dal fatto che non mangiavo quasi
più nulla. E stato terribile, la malattia non mi lasciava più spazio, mi sentivo senza speranza e, non sapendo
più a cosa aggrapparmi, iniziai a cercare il Signore. In effetti pur avendo
ricevuto un’educazione cattolica mi ero allontanata dalla mi Chiesa e non
frequentavo più l'ambiente della parrocchia, mi mancava un vero e proprio supporto
spirituale; conoscevo Gesù ma non avevo ancora fatto esperienza del suo amore e
della sua grazia.Quando sciolsero la prognosi tornai a
casa guarita dal meningismo, ma irrimediabilmente insonne.
Mi prescrissero
quindi una serie di farmaci antidepressivi per far fronte al mio nuovo stato
di salute. La mia situazione sembrò inizialmente migliorare, ma giunsi ad
assuefarmi al dosaggio prescritto e, stanca di questa schiavitù, decisi
autonomamente di sospendere la cura. Iniziai a scalare i farmaci senza però
ottenere risultati positivi, anzi, affondai in un malessere sempre più
profondo. Ma il Signore non era rimasto sordo alle mie suppliche e, nel 2003,
anno della mia conversione, rispose alla mia ricerca: fui invitata ad una
riunione di preghiera ed accettai di partecipare.
Soffrivo ormai di insonnia cronica,
dormivo solo due o tre ore per notte e, praticando un lavoro che richiede attenzione
e concentrazione (sono impiegata amministrativa in una casa di cura dove
mantengo contatti con gli ambienti sanitari, l'AUSL, la questura), mi trovavo
in seria difficoltà. In quell' occasione una sorella .mi "consigliò 'una
'medicina che nessuno fino a quel momento mi aveva mai proposto: -Prega con il salmo 4, versetto 8
– “Inpace mi corico e subito mi addormento, tusolo Signore al sicuro mi fai riposare”. Poiché ero veramente disperata, iniziai a recitarlo ,fino
alla spossatezza, mi addormentavo con le parole del versetto ancora sulle
labbra, era diventato il motto della mia vita. Finalmente quando mi abbandonai
al Signore riconoscendo che la guarigione non poteva dipendere dalla mia forza
di volontà, successe il miracolo.
Questa volta furono i medici a riconoscere
che era giunto il momento di interrompere l’assunzione dei farmaci, così mi
prescrissero dosi sempre più leggere e, dopo anni di veglie notturne,
iniziai a dormire tutta la notte.Continuo ancora a fare controlli ed
elettroencefalogrammi e la situazione è decisamente migliorata: grazie a Gesù
sono guarita dall'insonnia. Questo però è solo uno dei miracoli che il Signore
ha compiuto nella mia vita. L'anno scorso mia madre è stata colpita da un
ictus: cinque emboli sembravano averle compromesso il linguaggio e la
deambulazione. Ho pregato con alcuni fratelli e dopo dieci giorni di ricovero è
stata dimessa, ha recuperato t'uso della parola e degli arti ed è guarita.
Ha sperimentato l'intervento di Gesù e
lo ha riconosciuto come Signore e Salvatore della sua vita e della nostra
famiglia.
Gloria al Signore per la sua bontà e
per tutto quello che continua a fare nella mia vita!!!!
Paola
Il gioco: presunta fonte iniziale di
felicità e comprovata sicura infelicità. Il gioco rappresenta uno dei tanti
modi sbagliati di ricerca della felicità da parte dell'uomo. Le vie del mondo
impongono tra i vari stili di vita il ricorso al gioco per sfidare la fortuna.
Il denaro viene visto come sicuro ancoraggio, per sé e per i propri cari,
serenità di vita, futuro pianificato.
"Se vincessi all' Enalotto...'' La
frase è sempre sospirata. In quella potenziale vincita il giocatore intravede
la gioia e la realizzazione di un notevole numero di desideri. Si inizia allora
a puntare o giocare una piccola somma e si spera. L'eccitazione è alle stelle.
Potrebbe essere la volta definitiva. Ma non lo è. Si riprova.
Si punta più in
alto. Si vince anche, a volte. Ma perché non raddoppiare? Perché non impegnarsi
al gioco alla stregua di un lavoro proficuo? La somma iniziale spesa viene
allora raddoppiata, triplicata, moltiplicata. Il lastrico rappresenta la
puntata finale di una gara persa in partenza. Una vera schiavitù satanica. Ne
sa qualcosa il fratello R., imprenditore,
sposato e con due figli.
Le sere trascorse al bar e ai casinò ben presto lo
iniziano al gioco. Vince in un batter d'occhio 60 milioni di vecchie lire. Una
gioia? Da lì inizia la
ROVINA. La cifra, vista dapprima come pioggia benefica caduta
dal cielo, non basta. R. vuole sempre di più. Rigioca, ma perde. Ci riprova. E
fallisce nuovamente. Poi contrae debiti con le banche.
Inizia l'insonnia,
l'ansia, la disperazione. E nella mente un chiodo fisso: continuare a giocare
per recuperare il denaro perso. Un circolo vizioso e satanico da cui R. è
uscito soltanto grazie alla preghiera dei suoi familiari e alla sua
conversione. "Grazie a Gesù ho ritrovato la pace. Prima bestemmiavo,
adesso lodo il Signore tutto il giorno perché mi ha dato pace e libertà.
Prima
ero schiavo del gioco, adesso sono un figlio di Dio, libero da ogni
schiavitù"- dichiara ora, dopo la potente liberazione dallo spirito
immondo del gioco ricevuta da Gesù vivo, attraverso le preghiere dei fratelli.
"Sto rifondendo tutti i miei debiti- racconta- e vivo con la pace nel
cuore. Quale gioia più grande per un uomo sulla terra". E' Gesù la
felicità che l'uomo cerca, è Lui la vita vera.
R.
Riti magici con l'incenso per riconquistare la gioia di vivere, ma il
sortilegio produce l'effetto opposto e la paura dilaga. "Dopo le sedute con l'operatore dell'occulto,
avevo i timori più strani. Anche del detersivo. E con la paura arrivarono
depressione e tachicardia" - racconta A. R. della provincia di Modena. Il passaggio
dal neurologo fu immediato e naturale per A.R.. Una buona dose di tranquillanti
avrebbe messo tutto a tacere, ma non fu così. La gamma di malattie infatti si
allargò. "Piangevo in continuazione e in più ero affetta da una forte
cervicale, che mi procurava dolori lancinanti, e dall'ulcera gastroduodenale".
Ma Gesù un bel giorno si fermò a casa sua. Duemila anni prima aveva raggiunto
Zaccheo, seduto su un albero, adesso suonava al campanello di A.. "Mia
cognata, un giorno passò davanti a casa mia, diretta altrove, ma una forza
"soprannaturale" la spinse a tornare indietro e a bussare alla mia
porta. Vide sul mio volto la depressione e mi raccontò le guarigioni e le
benedizioni operate da Gesù vivo nella sua vita. Così mi invitò ai gruppi di
preghiera". Il primo incontro mi fece meditare. "Vedevo le persone
che lodavano il Signore e cantavano a lui con la gioia nel cuore dipinta sul
volto. Mi chiesi come poteva tutto ciò portarmi alla guarigione". Ma la
risposta al quesito non si fece tanto attendere. Al secondo incontro di
preghiera, infatti, A.R. sentì su di lei una forte corrente elettrica che le
attraversava tutto il corpo e una grande sensazione di pace. "Gesù mi
aveva toccato al punto che quella notte non ebbi più nessuna paura, ansia,
angoscia, palpitazioni, tristezza... Tutto se n'era andato". Il frutto
dello Spirito (Galati 5.22) stava maturando
in lei con potenza. "Nel mio cuore scoppiò l'amore per tutti, la gioia al
posto della tristezza, la pace anziché un cuore turbato, la pazienza in luogo della
sofferenza, la bontà, la fedeltà, la mitezza e il dominio di me". Una vita
trasformata da Gesù, il Signore fedele alle sue promesse.
Sono cresciuta in una famiglia
molto problematica, mio padre non era presente, la sua casa era il carcere mia
madre completamente presa dal cercare di tenere unita una famiglia divisa dai
problemi, mia sorella e mio fratello maggiori avevano ambedue seguito la strada
di mio padre con successo! Ero piccola ed ero mancante di quell'amore,
quell'affetto, quella cura di cui solitamente è circondata una bambina; la mia
famiglia cercava comunque di nascondermi quello che accadeva, e questo accresceva
il mio isolamento.
L'attenzione e l'affetto nei miei
riguardi erano molto frettolosi, qualche carezza fugace e molte regole e
compiti da adempiere, infatti l'attenzione della famiglia era catturata da ciò
che accadeva nella vita dei miei fratelli e di mio padre, così cresceva il
senso di vuoto, di isolamento e abbandono, ho imparato così a nascondere la mia
amarezza sviluppando un atteggiamento "da dura", ma in realtà dentro
morivo.
Mio padre è morto nel momento in
cui aveva iniziato a darmi l'amore di cui avevo bisogno, così per reazione, ho
sviluppato un forte senso di ribellione ed una rabbia crescente verso il mio
prossimo.Ho cercato allora di colmare il vuoto affettivo frequentando quei
ragazzi che, al centro della loro amicizia, coltivano la trasgressione dello
spinello: mi piaceva sentirmi una mina vagante senza regole, ma anche in quella
realtà, avvertivo il pericolo che se non mi fossi conformata a certe norme
sarei stata rigettata.
Vivevo questo senso di
onnipotenza derivante dal poter gestire la mia vita fuori dalle regole della
società, mi sentivo stranamente forte, indistruttibile, ero circondata da amici
che mi approvavano e non mi sentivo più sola. Questa esperienza però, queste
sensazioni di libertà e forza, ben presto si sono rivelate false, prive di
fondamento e così mi sono ritrovata di nuovo da sola. Ho poi incontrato un
ragazzo: ho creduto nel suo amore e nelle sue attenzioni verso di me, mi sono
innamorata accogliendolo come un dono per la mia solitudine.
Speravo che non avrebbe mai
smesso di amarmi e di prendersi cura di me, ma dopo tre mesi di relazione, al
mio amore ha cominciato a rispondere con indifferenza, intolleranza,
incomprensione: il mio sogno era svanito. La mamma nel frattempo era entrata a
far parte della chiesa "Gesù fonte di acqua viva" qui a Roma e
insieme ai fratelli aveva iniziato a pregare per me affinché il Signore si
rivelasse nella mia vita.
Mi parlò della sua esperienza con
Gesù e mi incoraggiò a condividerla, ma non volli sentire ragioni, non credevo
che Dio potesse aiutarmi e sviluppai un atteggiamento ostile verso i fratelli
della chiesa. Lasciai il mio ragazzo, il mio carattere peggiorò e ad un certo
punto sprofondai in un baratro nero di paura, angoscia e disperazione: solo
allora ho alzato gli occhi e ho gridato aiuto al Padre, e Lui mi ha risposto
attraverso mia madre e i fratelli della chiesa. Di colpo ho trovato
quell'aiuto, quell'amore, quella grazia che avevo tanto desiderato.
Da un anno è iniziata per me una
vita nuova, ricolma di amore, di pace, di gioia, che Gesù ogni giorno mi
impartisce. Il mio carattere è cambiato così anche il modo di affrontare la
vita, adesso sono guarita interiormente. Assidua agli incontri della chiesa,
provo molto amore e comunione con i fratelli, ho grande gioia di far parte del
gruppo canto e sto sperimentando l'adorazione! Grazie Gesù, la mia vita è
cambiata: è una VITA NUOVA
Ho conosciuto il Signore otto anni fa, quando
facevo uso di droghe e alcolici: Gesù nella sua infinita bontà mi ha salvata e
liberata da queste schiavitù.
Ora la mia vita è completamente cambiata, ho una
famiglia: un marito e un bambino meraviglioso che allietano le mie giornate e
mi hanno resa più riconoscente verso Dio.
Nel mese di aprile, ho avuti seri problemi alla
schiena che mi impedivano di essere autosufficiente per cui ho fatto gli esami
per accertare la causa di tale menomazione. Si è riscontrata una grossa ernia
discale espulsa con associata deformazione del disco intervertebrale: inoltre,
altre radici nervose erano compromesse.
Si consigliava l'intervento chirurgico per cui
dovevo prendere una decisione. Alcuni fratelli mi hanno aiutata, giorno dopo
giorno, con la loro presenza e assistenza; altri hanno pregato con me e per me,
aiutandomi a mantenere ferma nella mia mente e nel mio cuore la verità e cioè
che Gesù vuole guarire: io dovevo credere e ricevere.
Afferrata la verità e aggrappata ad essa, ho
cominciato a stare sempre meglio così che la diagnosi successiva è risultata:
"non è più necessario l'intervento perché si è riscontrato un netto e
concreto miglioramento".
Durante un'incontro di preghiera che si è tenuto
a Campogalliano, ho ricevuto un ulteriore giovamento con la scomparsa degli
ultimi sintomi. Il Signore Gesù è grande e molto, molto buono.